La prima volta

 
C’è sempre una prima volta per tutto.  Anche se ne hai viste tante nella tua non breve vita, se ti consideri provata da molte esperienze, se hai indossato mille volte la corazza e sei partita con la lancia in resta, c’è una prima nuova volta per emozionarti,  per sentirti coinvolta,  per stupirti, per commuoverti davanti a realtà sconosciute, con  il cuore stretto in uno spasimo indicibile,  per rattristarti e poi per gioire, per aver voglia di gridare hurrà dall’entusiasmo, per  correre incontro a persone mai viste prima e congratularti, condividere i loro sentimenti  con sincerità profonda, per partecipare, per aver voglia di fare di più e meglio.
 
A me tutto questo sconvolgimento emotivo è successo venerdì scorso, 17 ottobre, all’ospedale Sant’Anna di Torino, accompagnando la vice presidente di Cuore di Maglia, Cristiana Brenna,  a una conferenza presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale. 
 
Il  tema era l’interazione tra il personale paramedico, medico e i genitori dei nati pretermine, in particolare la figura del padre, e di come questa interazione attiva sia necessaria e quanto mai determinante per il successo delle cure. 
Altro aspetto approfondito in sede di conferenza è stato la personalizzazione dell’iter medicale,  di come sia importante cogliere l’unicità dei piccoli pazienti , di spiare e notare azioni e reazioni individuali e di come sia necessario per questo fine addestrare i genitori con strumenti semplici quanto efficaci, come una guida della struttura del reparto, un diario di bordo – eh sì, è proprio un viaggio in un oceano in tempesta!-,  su cui annotare le quotidiane osservazioni, la creazione di un ambiente per quanto possibile sereno e domestico per le mamme e i papà, nel lungo periodo di permanenza in ospedale, accanto ai loro piccolini.
 
E se la professionalità competente  di tutto il personale era data per scontata, non altrettanto lo era il coinvolgimento,  lo scrupolo, direi il “tifo” con cui i relatori Antonella Bombardieri e Giusy Bonfante per la TIN del S.Anna, e Raffaella Doni per il progetto “Un abbraccio che fa crescere”, hanno presentato le problematiche dibattute. Palpabile e concreta era l’emozione quando hanno preso la parola alcuni genitori, finalmente sereni, o con lo spavento ancora negli occhi, che hanno illustrato il loro faticoso cammino.
 
E Cuore di Maglia c’era, a testimoniare che questa avventura faticosa, impegnativa, esaltante, dolorosa sempre, talvolta disperata, non è vissuta solo all’interno delle mura di un ospedale, ma ci appartiene, ne siamo consapevoli e partecipiamo. Lodata, corteggiata, disputata per i suoi twist, per i berrettini che rendono unico il piccolo nell’incubatrice, per i doudou che consentono un rapporto intenso e continuo tra mamma e neonato. Con la preghiera di farne ancora, di farne tanti, perché si consumano, si regalano, accompagnano i piccoli quando finalmente vanno a casa! 
E con la richiesta di creare qualcosa di nuovo facile da afferrare da quei ditini che sono così microscopici che sembra impossibile siano capaci  di  stringere  e invece sono tenaci e cercano con tutte le loro forze di aggrapparsi a qualcosa dia loro sicurezza, come il cordone ombelicale quando erano nella pancia della mamma.
 
Ecco la nuova “ mission” : bruchi, millepiedi, lucertole, serpentelli morbidi e paffuti adatti a quelle piccole mani; colorati, cicciottelli, irregolari come cordoni di salamini per meglio stimolare i sensi.
Cuoresse ci siete, vero? Io son corsa a casa e mi sono inventata qualcosa!


Nonnalu’
 

 

Cosa posso aggiungere se non un sincero grazie a Nonnalù per aver partecipato e per aver condiviso con noi la sua intensa emozione.
Il mio titolo avrebbe potuto essere “Come la prima volta”. Dopo tante consegne, incontri ed esperienze in TIN, anch’io non smetto di commuovermi e lasciarmi coinvolgere dall’intensità e dalla fragilità della vita che vuole sbocciare, dalla bellezza e unicità di ogni storia, dalla passione e dall’amore che, aggiunti alla professionalità richiesta dal proprio ruolo, diventano dono di sè.
Per noi continuerà ad essere bello e gratificante lavorare al Primo Legame, creando con fantasia e tenerezza tutto quanto possa essere necessario, utile e di conforto. 
In occasione di questo incontro abbiamo consegnato quanto raccolto in questi mesi: twist, doudou, cappellini e scarpine di cotone baby. Grazie di Cuore!
Non c’è rimasto più nulla, perciò, con rinnovato entusiasmo, rimettiamoci al lavoro!

Cristiana
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Un pensiero su “La prima volta

  1. ok cristiana! un iniezione di entusiasmo! io continuo la mia produzione e provero anch io a inventare qualcosa di acchiappabile! al prossimo incontro, silvia

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